Onorevoli Colleghi! - La Costituzione ha voluto potenziare le autonomie locali, considerandole come aspetto essenziale della democrazia proprio perché attraverso questi enti risultano rafforzati sia i diritti di libertà dei singoli e degli enti minori sia il profilo partecipativo dei cittadini all'esercizio del potere.
La nostra Costituzione infatti riconosce e promuove le autonomie locali (articolo 5) e prevede che il mutamento delle circoscrizioni provinciali e l'istituzione di nuove province nell'ambito di una regione siano stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei comuni, sentita la stessa regione (articolo 133). È comunque da osservare che il principio consacrato nell'articolo 5 della Costituzione ha avuto un'attuazione estremamente limitata, non essendo l'organizzazione amministrativa dello Stato riuscita a discostarsi dal suo tradizionale carattere accentrato consolidatosi nel tempo.
Tale principio ha invece trovato un'applicazione più completa inizialmente con la legge di riforma delle autonomie locali (legge 8 giugno 1990, n. 142) e, successivamente, con il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Questa normativa ha rilanciato la funzione della provincia, accrescendone e definendone il ruolo e le competenze, e ha previsto una serie di criteri e di indirizzi per la creazione di nuove province e per la revisione delle circoscrizioni provinciali, per meglio adattarle alle esigenze di una società che si è profondamente trasformata.
In particolare, si è previsto che ciascuna circoscrizione provinciale deve corrispondere a un'area territoriale omogenea per sviluppo sociale, culturale ed economico.
A tale proposito il territorio che si vuole costituire in provincia di Busto Arsizio
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con la presente proposta di legge presenta tutti i requisiti richiesti dalla suddetta normativa.
La zona territoriale, infatti, possiede una sua unitarietà ed omogeneità storica, sociale, culturale ed economica che la contraddistingue dal resto delle province di Milano e di Varese. Il sud della provincia di Varese ha avuto sempre una tendenza fisiologica a saldarsi con il nord della provincia di Milano, caratterizzata da un'alta industrializzazione, rispetto alla parte nord della stessa dedita maggiormente allo sviluppo culturale e turistico e ad affrontare le problematiche di frontiera.
Ormai da molti anni il dibattito politico ha evidenziato la necessità che l'area territoriale definita dell'Alto Milanese possa avere una espressione organizzativa amministrativa che faciliti ed esalti il suddetto momento unitario culturale ed economico-sociale che caratterizza quest'area. Soprattutto per il futuro è necessario un livello di gestione del territorio idoneo ad affrontare i problemi economici legati alla riconversione industriale, come, ad esempio, il piano riguardante l'asse del Sempione e ancora più il piano di sviluppo e potenziamento dell'Aeroporto della Malpensa, previsto dal Progetto Malpensa 2000, che rende indispensabile il rinforzo delle infrastrutture, ivi comprese quelle di protezione civile non facilmente dislocabili da Varese e da Milano.
A tutto questo si deve aggiungere che l'area in oggetto conta una popolazione di oltre 800.000 abitanti con un prevedibile aumento demografico per cui è utile, al pari di altre zone come quella, ad esempio, di Lecco, uno scorporo dal restante territorio.
Infine si deve tenere conto del fatto che la zona è già fornita di tutte le strutture ed i servizi necessari a una provincia, quali tribunali, ospedali, scuole, commissioni tributarie, Istituti autonomi case popolari e altro, e che proprio per il mancato riconoscimento dello stato di provincia e per l'attuale orientamento legislativo alcune di queste strutture rischiano di venire soppresse.
Alla luce delle precedenti considerazioni, la proposta di legge mira al superamento dell'attuale suddivisione del territorio dell'Alto Milanese nelle due province di Varese e di Milano, istituendo la nuova provincia di Busto Arsizio con capoluogo Busto Arsizio, la città più popolosa del comprensorio (76.000 abitanti), che si trova proprio nel centro della zona e rappresenta un nodo viario importantissimo tra Piemonte e Lombardia.
L'istituzione di questa nuova provincia, pertanto, risponde in pieno ai criteri ed indirizzi richiesti dall'articolo 21 del citato testo unico sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e costituisce un doveroso riconoscimento della sua identità territoriale e delle legittime aspirazioni della sua popolazione.
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